Addio Riccardo

Contributi:
Stefano Petrarca (2003-06-11)
Gabriel (2003-06-18)
Massimo Zuccaroli (2003-06-20)
Giovanni Piazza (2003-06-20)
Cinzia Castiglione (2003-06-20)
Luca Spagnoletti (2003-06-20)
Luca Lombardi (2003-06-21)
David Barlattani (2003-06-22)
El Grigio (2003-06-22)
Tiziana Pangrazi (2003-06-23)
Dario Maggi (2003-06-29)
walter prati (2003-07-01)
francesco caturano (2003-07-02)
Gli amici del LIPM (2003-07-04)
Vincenzo Grossi (2003-07-05)
Daniel Schachter (2003-07-05)
Silvia Grimaldi (2003-07-05)
paola (2003-07-26)
marcello filotei (2003-07-28)
Jorge Mart?nez Ulloa(Chile) (2003-07-30)
James Dashow e AnnaSilvia Bombi (2003-08-09)
leonardo rossi (2003-08-11)

ELISABETTA TRISTANO (2003-08-12)
ELISABETTA TRISTANO (2003-08-12)
Fabrizio Gasbarri (2003-09-06)
Lidia Torbidoni (2003-09-18)
Tonepoems (2003-10-05)
Olbap (2003-10-21)
C. (2003-11-06)
Stefano Conti (2003-11-10)
Alfredo Brancucci (2003-11-18)
Dimitri Nicolau (2003-12-14)
Isabella Barato (2004-01-05)
Michel Andrade (2004-02-04)
(2004-03-01)
RICCARDO LASCANO (2004-03-02)
Adel Karanov (2004-10-14)


Altre iniziative:

http://www.amic.it/bianchini.htm
http://www.virtual-sound.com/riccardo


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Non voglio scrivere un necrologio, a Riccardo non piacerebbe, non sarebbe nel suo stile; miglior effetto sortirebbe una battuta di spirito, di quelle che spesso inseriva nei suoi discorsi; o anche una citazione cinematografica, mania questa che condivideva con me. Non era raro che in una discussione o in un qualsiasi atto, alcune parole o situazioni venissero accompagnate da una citazione: una volta, a cena a casa sua a Montopoli, doveva mettere la pancetta a soffriggere e lui: "Pancetta, pancetta! sento che accadr? qualcosa di eccitante nel mercato della pancetta!" (da "Una poltrona per due"); oppure si parlava di religione: "Sia lodato Ges? Cristo. Perch??!" (da "Continuavano a chiamarlo Trinit?") e cos? via a ruota libera talvolta sfidandomi a riconoscere la fonte; e allora cominciava una sorta di battaglia di citazioni che si concludeva senza vincitori n? vinti in un divertimento protecnico. Ma di qualsiasi argomento si parlasse era inevitabile che prima o poi giungesse una battuta: qualche settimana addietro, poich? la gatta delle mie figlie aveva partorito 5 gattini e io volevo darne via qualcuno per motivi di spazio, gli chiesi, un po' per scherzo, se ne voleva uno poich? sapevo che nel grande giardino della sua casa di Montopoli sua figlia Carlotta teneva parecchi gatti; lui mi risponde: "volentieri, per? te ne do uno dei miei in cambio!". O, ancora: uno studente, con aria molto seria, gli chiede quale sia la funzione dello strumento CLEAN di Windows (un componente del sistema operativo per la rimozione dal disco rigido di file inutilizzati); e lui, mimando un gesto circolare di pulizia con un panno su una superficie: "serve per far diventare pi? lucido il disco". Al di l? del contenuto delle battute di spirito, Riccardo aveva la capacit? di sdrammatizzare qualsiasi situazione: e proprio in questo momento ci vorrebbe uno dei suoi motti di spirito per farci sopportare meglio il peso della sua mancanza.

Stefano Petrarca


Riccardo e' stato una persona a cui rimarro' eternamente grato. Oltre ai genitori, e, in un certo senso, piu' dei genitori, sono i maestri che fanno di noi quello che siamo, prima come alunni e discepoli, poi come amici e colleghi. Oltre che mio mentore, Riccardo e' stato un grande amico, di cui e' molto raro incontrarne pari, sia per qualita' umane che per generosita'. La scomparsa di un maestro e' gia' di per se' un'enorme perdita, se a questa si aggiunge quella di un amico, il vuoto che permane e' incolmabile. Credo che tale vuoto possa essere colmato solamente guardando in avanti, cercando di operare nella direzione che lui ci ha indicato con la sua stessa vita. Questo e' l'unico modo per ripagare l'enorme debito di gratitudine che sento nei suoi confronti.

Gabriel


Quello che mi piaceva di Riccardo, e molto, che era illuminato. Mi mancher? il suo saluto quando arrivando a S. Cecilia si voltava dal PC verso la porta e immerso nel fumo delle sue cicche mi sparava un "Ciao Massimo" con un piccolo inchino della testa e il viso guarnito da un sorriso. e le sue battutine stile carosello degli anni 60 che ogni tanto inseriva nei suoi discorsi, e quel fantasticare su possibili futuri sistemi e nuove tecnologie nei quali ci imbarcavamo, e ancora le pause caffettino al bar. Caro Riccardo mi mancherai, mentre certo non mi mancher? quel maledetto lunedi di un giorno da cani, che non sarebbe mai dovuto arrivare!!!

Massimo Zuccaroli


Che dire: facevamo lezione a due porte di distanza. A volte si affacciava lui, a volte io. A volte per una richiesta, una consultazione, a volte solo per un saluto o un cappuccino. A monte di questo apparente tran tran i mesi di lavoro ? insieme a Stefano Petrarca e Maurizio Gabrieli ? passati su ?Hypermusic?, software di auto-educazione musicale di recente epoca preistorica. Mesi pi? che sufficienti per cementare un affetto e una stima reciproci e non pi? scalfiti da alcunch?, oltre che una ammirazione profonda per l?assoluta competenza tecnica e per la profonda cultura. Non ricordo Riccardo corrucciato o appartato, rabbuiato o sfuggente. Semplicemente ricordo che per qualsiasi richiesta Riccardo c?era, sorridente, ironico, senza fronzoli, positivo. Anche quando aspettava pazientemente che io concludessi qualcuna delle mie talvolta ridondanti esternazioni o qualcuna delle mie appassionate arringhe a sfondo politico. Percepivo in lui una sorta di motore sempre acceso a velocit? costante e rassicurante, sia che fosse impegnato in relazioni umane, sia che affrontasse i dispetti e le bizze del computer. Ric e Gian, ci dicemmo talvolta tanto per andare sul pesante, magari al momento di qualche barzelletta mattutina. Pi? spesso, semplicemente, lui era Bobo, e credo che davvero ci si sentisse un po?, per inclinazione politica, per carattere, per vaga affinit? somatica. Mi ? toccato vederlo, ormai mutato, in quello stato di elementare, crudele e irreparabile evidenza, la mattina del 9. Quando ancora oggi d? a qualcuno la notizia, o la commento amaramente, non faccio proprio nulla per trattenere le lacrime. Ciao Carlotta, ciao Cecilia, ciao Ambretta.

Giovanni Piazza


Ciao Maestro Bianchini, non so come sar? non vedere pi? il tuo sorriso che mi accoglieva ogni luned? con un “Buongiorno Cinzia” hai fatto buon viaggio? Non s? come sar? non avere pi? un Maestro come te…. che non mi ha mai fatta sentire piccola….. So’ bene invece come ? stata dura aver dovuto sopportare di esser venuta da te per l’ultima lezione del corso, quel dannato giorno e averti invece trovato in un posto che ti stava alquanto stretto per uno della tua stazza e della tua grandezza di uomo e Maestro. Credo che mancherai a molti, dai molti allievi che venivano a chiederti le pi? svariate informazioni, a tanti insegnanti che venivano a chiedere consulenze al “genio dell’informatica musicale” e ai quali non ti ho mai sentito rispondere: …. No, non posso, ma sempre……..prego accomodati……si,..va bene, se posso……. Io vorrei solo che tutti sappiano che il Conservatorio di Santa Cecilia ha perso non solo un musicista dal raffinato gusto musicale, non solo un ligio insegnante ma anche e soprattutto un GRAN GALANTUOMO.

Cinzia Castiglione


Io ricordo Riccardo come una persona sempre gioviale e la sua musica rispecchiava in pieno questo suo modo di essere. La musica elettronica e tutti noi abbiamo perso veramente una persona di grande valore umano e artistico.Un abbraccio a tutta la famiglia per la perdita di un amico Luca.

Luca Spagnoletti


Caro Riccardo, chiss? quante volte ti ho mandato e-mail e quante domande ti ho fatto a lezione sapendo che tu potevi risolvere i miei problemi. Mi hai sempre risposto con tempestivit? e con quella tua generosit?, con quel tuo sorriso che, anche quando potevo diventare insistente o meglio scocciante, non ti ? mai mancato. Al termine di ogni lezione uscivamo insieme dal Conservatorio ed insieme percorrevamo quel tragitto che da via dei Greci ci portava a piazzale Flaminio. Ora, ripercorrendo quel tratto di strada, spesso mi volto per vedere se ci sei, se sei rimasto indietro ma mi accorgo che tu sei partito, partito per un lungo viaggio dal quale non si torna. Cerco, inutilmente, di percepire nell'aria il tuo profumo, un profumo fatto di cultura, di saggezza, di amore, di rispetto per gli altri...e poi quella tua disponibilit? che non ho trovato in nessun altro, ma non riesco pi? a sentirlo: di te,ora, mi rimane soltanto il ricordo e il bene che hai seminato. Forse tu non lo sai, ma tante volte ho messo in discussione il mio modo di fare, di agire nel vedere quella tua generosit?, quel tuo saper ascoltare gli altri. Tua moglie mi ha detto : "voi allievi eravate tutto per lui, ora il carro deve andare avanti". Certamente, il carro andr? avanti ma ha perso il cavallo migliore, quel cavallo che ci dava sicurezza, forza e che era pronto a corrrere anche quando si sentiva esausto. Voglio concludere questo mio ricordo con un arrivederci perch? ? proprio su questa parola e nel suo significato intrinseco che porgo tutta la mia vita. Ciao Riccardo, grazie per averti incontrato. Uno dei tuoi tanti allievi

David Barlattani


Ci conoscemmo, se ricordo bene, quasi trent’anni fa, tramite Maria Gregorio (dove sei Maria? Se ci sei, batti un colpo) che avevo conosciuto gi? pi? di dieci anni prima, tramite il mio amico Franz von Stockert (dove sei, Franz?) e che allora (1975), redattrice della Feltrinelli, aveva chiesto il nostro aiuto per la traduzione di scritti sulla musica elettronica (cfr. La musica elettronica, Testi scelti e commentati da Henri Pousseur, Prefazione di Luciano Berio, traduzione dall’inglese di Riccardo Bianchini, traduzioni dal francese e dal tedesco di Luca Lombardi, Feltrinelli, Milano, 1976). Rimanemmo sporadicamente in contatto, ma, se non erro, quando mi trasferii a Milano, Riccardo da Milano si trasfer? a Roma, e quando approdai di nuovo a Roma, anzi a Marino, lui si era stabilito in Sabina. Le occasioni di incontro furono rare, anche se sempre cordiali, e ora che si ? trasferito nella sua ultima dimora, chiss? se ci incontreremo pi?. Come mi piacerebbe potere credere nell’aldil?, per avere il piacere di incontrare tante persone scomparse! Dovrebbe essere per? ben affollato, quell’aldil?: con una popolazione cos? sterminata, da Omero (anzi da Adamo ed Eva) fino all’ultimo arrivato, come ci si potrebbe raccapezzare? Farei per? il possibile per rintracciare Riccardo e per cercare di recuperare il tempo perduto e di godere di quell’ umanit? che tutti gli riconoscono. Riccardo era, s?, un bravo musicista, era, s?, una bravo didatta, era, s?, una persona di cultura, ma era soprattutto, cosa non ovvia e tutt’altro che facile, un uomo. Giusto vent’anni fa fui sorpreso di vederlo al funerale di mia sorella Giovanna, al cimitero israelitico del Verano. “Mi fa piacere di vederti qui”, gli dissi, e lui mi rispose: “a me non fa per nulla piacere di essere qui”. Era venuto insieme ad Ambretta, che lavorava all’Enciclopedia Italiana insieme a mia sorella. Pochi anni dopo (1986) fu eseguita a Roma (Nuova Consonanza) una mia composizione per contrabbasso ed ensemble, “Ai piedi del faro”. Eseguivano l’Ensemble Modern e Fernando Grillo (dove sei, Fernando? Se ci sei, batti un colpo, magari d’arco). E’ la mia prima composizione di ispirazione ebraica, che in qualche modo segna l’inizio di una nuova fase del mio lavoro e della mia esistenza. Non nego certo che quella musica abbia dei lati struggenti, in particolare la fine, eppure fui molto colpito quando, dopo il concerto, Ambretta mi venne a salutare in lacrime. Forse pensava a mia sorella, alla fragilit? della vita umana, forse, semplicemente (ma non tanto), si era lasciata toccare nel profondo dalla forza magica del suono. Siamo fortunati, ma anche pericolosamente esposti, noi musicisti, a vivere con e dentro una forza cos? misteriosa e potente come il suono. Quel suono che Riccardo sapeva cos? bene indagare, sia come studioso che come compositore. A proposito: dove sono le musiche di Riccardo? Chi ce le far? ascoltare?. Un compositore vive anche e soprattutto attraverso la sua musica e mi auguro, visto che, ahim?, dubito di potere incontrare Riccardo nell’oltremondo, di ascoltare, “nell’aldiqua”, molta sua musica. Luca Lombardi

Luca Lombardi


Ti ho conosciuto troppo tardi per dire: "grande amico". Nei pochi anni trascorsi in quel di S.Cecilia abbiamo scoperto delle affinit? (non amavamo parlare di noi) e delle amicizie (Maderna, Renzo dall'Oglio, Marino Zuccheri e altri)che ci hanno avvicinato in una maniera incredibile. La tua disponibilit?, la tua saggezza, la tua sensibilit? e non ultima la tua disinteressata cortesia verso tutti, mi hanno legato spiritualmente e perch? no, virtualmente nei nostri pesieri musicali. Tu lo sai bene che io non ero e non sono un compositore ma mi ritengo (a torto o a ragione?) un musicista e (lo ricordi?) un amante del vino (da buon veneto). Ho cercato di essere un tuo allievo (da studente avevo studiato musica elettronica con Franco Evangelisti all'Accademia di S.Cecilia) ma essendo docente allo stesso tuo e nostro Conservatorio non era possibile far parte della tua classe. Ti avevo detto: mi mancano due anni per la pensione e poi mi iscrivo. Risposta: non ti preoccupare. Ti aspetto. PORCA MUCCA non si fa cos?; non mi dovevi abbandonare, mi dovevi aspettare. Forse volevi dire ti aspetto........ Quando ero ragazzo, scherzando, con un compagno d'infanzia si diceva: chi prima se ne va tiene il posto all'altro. Te ne sei andato anche tu. Vorr? dire che mi terrai un posto in prima fila. CIAO RICCARDO! Ci vediamo.

El Grigio


...del cielo pi? luminoso e pi? profondo del Sudamerica, della pioggia che non d? alcun fastidio, della meringa con le fragole, della "povera bestia" cio? del PC che non funziona, di un italiano che va a Madrid ma parla argentino, della Ferrari che ha vinto ancora, delle sorprese di Windows, di Cosimo che viveva sugli alberi, di Ben Jonson, della bellezza e della morte in Guernica, del succo di mirtillo, dei suoni abissali e apocalittici, dell'autobus affollato, di un romanzo che ricomincia sempre daccapo ma ogni volta ? diverso, delle ultime elezioni, dell'amore alla follia per Beethoven, delle escursioni in montagna, della struggente malinconia di Atahualpa, di un'isola deserta e dei ghiacci del polo Sud, della voce nasale e canadese di Neil Young... Di questo ed altro ho discorso con quell' "anima bella" che era Riccardo... e a scrivere queste righe mi tremano le mani.

Tiziana Pangrazi


Ho conosciuto Riccardo negli anni '70, a Milano, nella classe di Paccagnini, quando la musica elettronica era ancora quella analogica, con nastro e forbici. E' stato il mio migliore amico in quella classe, sempre disponibile ad aiutare i meno esperti, quando si andava nello studio di Zuccheri, in RAI. Ricordo quando mi indirizz? al miglior negozio disponibile per acquistare il Revox (allora indispensabile per il lavoro a casa) e l' impianto di amplificazione, suggerendo le soluzioni tecnicamente migliori e tirando sul prezzo, a mio nome! Vedo dalle testimonianze dei suoi allievi e colleghi di oggi che non ? cambiato da allora. Vorrei testimoniare questa sua "continuit?" nel tempo. Ciao, Riccardo

Dario Maggi


buon viaggio !

walter prati


Caro Riccardo, due parole ancora ... pur vagheggiando di Giganti e di Ere dei Giganti, e di poesia e di poesia nella vita , ero l? ad ascoltarti ed a respirare le tue continue sorprese e novit?...poi un duro colpo mi tramort? ... e me ne risvegliai, incredulo che quel crudele luned? fosse davvero avvenuto ...cos? , mi vado accorgendo pian piano che quel profumo di caff? ( " una pausa caff??" )e quegli odori di sigaretta e quelle cose della tua semplice , ma ricchissima, essenzialit? e fantasia possono ora vivere solo nella dimensione di Memoria . Eri anche tu dei Giganti, eri anche tu ...della Poesia-della-vita : e ci sei ancora , con tutto quello che ci hai dato e dato e dato ancora . Scusami, Riccardo , se mi sono attardato a riflettere e se inizio solo ora a capire che ... sei qui lo stesso , anche se , certo, mi manchi molto . Ti saluto e scusami se continuer? ancora , a volte , come a dialogare ancora con la tua "presenza/assenza" . Riccardo, mi manchi ; eccome , se mi manchi!!!(francesco)

francesco caturano


El 9 de Junio falleci? repentinamente el compositor Italiano Riccardo Bianchini a los 57 a?os, luego de dictar una clase en el Conservatorio Santa Cecilia de Roma donde se hallaba a cargo de la c?tedra de Computaci?n Musical. Su aporte a la formaci?n de j?venes compositores aplicada a la creati?n musical en nuestro pa?s ha sido de gran importancia ya que dict? cursos en su especialidad en los ?ltimos 5 a?os. Bianchini era un m?sico de s?lida formaci?n con una visi?n humanista y de amplia cultura en la tradici?n de Luciano Berio y Bruno Maderna. Su actividad docente en nuestro continente tambi?n se extendi? a Uruguay y Chile en los ?ltimos a?os. Riccardo Bianchini naci? en Mil?n en 1946, estudi? piano, composici?n y m?sica electroac?stica en el Conservatorio Giuseppe Verdi como tambi?n ingenier?a mec?nica en la universidad Polit?cnica de Mil?n. Fue collaborador con el MIT Press. Junto con Alessandro Cipriani fue co-autor del tratado "El sonido virtual". Su amplia obra no solo abarca la producci?n musical por computadora sino obras para orquestra y distintos grupos instrumentales. Actu? tambi?n como director de orquestra siendo fundador y director del grupo de c?mara Farfensemble.

Gli amici del LIPM


Maledettamente troppo presto! Resta la Sua grande musica, rigorosa ed umana come lui.

Vincenzo Grossi


Tuve la enorme fortuna de participar de todos los cursos de perfeccionamiento en CSound que dict? Riccardo en el LIPM de Buenos Aires, y en los ?ltimos a?os he llevado a mis propios alumnos del Conservatorio y la Universidad a esos cursos. En 2000 y 2002 Riccardo particip? activamente del Festival "Sonoim?genes" de la Universidad Nacional de Lan?s (Argentina) con su m?sica y sus cursos que pudieron ser apreciados por el p?blico y los estudiantes. Gracias a una invitaci?n de Riccardo, yo deb?a presentar el 11 de Junio un concierto audiovisual sobre los Festivales "Sonoim?genes" 2001 y 2002 en el Conservatorio Santa Cecilia. Riccardo nos dej? dos dias antes de ese concierto y el fuerte impacto emocional que me provoc? su muerte me impidi? absolutamente presentar ese concierto en Roma. Durante todos estos a?os he tenido la suerte de conocer personalmente a Riccardo Bianchini, como artista, investigador, docente, pero por sobre todas las cosas como ser humano noble, y he podido gozar de su amistad. Riccardo ha dejado sin dudas un espacio muy dif?cil de llenar para aquellos que hemos estado cerca suyo. Indudablemente su estupenda labor como compositor y su aporte a la investigaci?n en m?sica electroac?stica quedar?n como testimonio de la obra de este gran hombre.

Daniel Schachter


A Riccardo Bianchini
9 Giugno 2OO3 ore 16


Con dolore vediamo un amico
Camminare su filo teso d'abisso.
La nostra voce non pu? aiutarlo.
La notte che ? trascorsa
Ultima l'hai passata con tutti noi che sulla terra viviamo.
Con noi una volta ancora hai condiviso
Riposo, sogni, dolce respiro.
La mattina sorta dopo sarebbe stata l'ultima per te
Ma non lo sapevi allora. Ed ora forse
Viaggi su strade ignote, solo, l? dove
La nostra mano tesa non pu? pi? raggiungerti,
N? trarti in salvo. A noi il ricordo resta
del tuo sorriso umano e resta il tuo lavoro.
Con affetto un saluto, Riccardo.

Silvia Grimaldi


siamo stati amici nell'adolescenza lo ricorder? sempre, nella Chiesa di Cavi di Lavagna mentre si esercitava suonando l'organo Ciao Riccardo Paola

paola


?Non lo so, ma questa estate me lo studio e poi ve lo passo?. Per la prima volta nella mia vita ho sentito dire ad un Maestro di conservatorio che ignorava qualcosa. Riccardo era cos?, non si prendeva troppo sul serio e non aveva paura di riconoscere i suoi limiti. Come tutti i sapienti aveva imparato prima di tutto che ci sono troppe cose da sapere per millantare una conoscenza completa su qualsiasi argomento (?a scrivere sono in tanti a leggere sono solo io? sintetizzava Troisi). Il gracchiare sfiatato di tanti tromboni continuer? a rimbombare per i corridoi di Santa Cecilia, il fraseggio elegante del primo violino si ? perso per sempre. Peccato.

marcello filotei


Caro Riccardo, fratello dall'abbracio orizzontale. Ti prometo che faremmo la rivoluzione, quella vera, senza farabutti, senza tirani, senza timori. In essa spenderemmo tutto il nostro capitale d'incertezze, tutti i nostri dubbi, tutti i nostri "quando", "ancora", "tuttavia" e potremmo finalmente camminare insieme per le strade del Cile o l'Italia senza la vergogna dei bambini che chiedono l'elemosina. Non so bene come, ma allora il tuo sorriso sar? con noi e le tue musiche verrano cantando comme le focaccie, necessarie, inossidabili. La pioggia dei mapuche possa piangere con noi. I bimbi musicisti di Achupallas ti ricorderanno e le sue dita ballerano sulle tue note. Riccardone viene con noi vagamondando per le terre dei poveri. Nel frattempo riceve lo "escamudo" de Juan Fern?ndez, preparato da Julito, en el cerro Artilleria, qu? a Valparaiso. Che i venti, i fiumi ti portino dove tu sia l'amore eterno dei figli australi.

Jorge Mart?nez Ulloa(Chile)


AMARCORD? ovvero: trent'anni di amicizia (non di solitudine) suoniamo il campanello, risponde Riccardo al citofono: YANKEES GO HOME! (jd e asb) salire sul treno FARA-ROMA e scoprire che facciamo tutti e due la "griglia matematica" su LEGGO ROMA?.(asb) "venite a cena?" "si, grazie." Zum zum zum ka-PLONK, la Volkswagen si ferma sotto il ponte, finita la benzina. 'nnamo a piedi a Via del Porto Fluviale e dopo il solito YANKEES GO HOME, R. scende con un gigante imbuto (sottratto al travaso del vino) che ci permette di offrire alla Volkswagen un aperitif. (jd) Riccardo arriva qui in campagna con il libro di ricette + musica. Riscopro la doppia ricetta delle lenticchie, che ci e' stata inflitta varie volte a Capodanno, le lenticchie romane e quelle milanesi (???) e per di piu' due tipi di polenta, quella che va girata tutto il tempo in modo che non faccia la crosta e quella che invece la crosta ce l'ha?non so quale sia quella milanese e quale quella romana? io sono friulana e per conto mio la polenta la sappiamo fare solo a San Daniele. (asb) e' il mio compleanno? "venite a cena, e non dimenticate di fare benzina, stavolta" "OK" In regalo, trovo una scatoletta di cartone con disegni fatti a mano di finestre, nastri digitali, interruttori e manopole di tutti i tipi, sopra c'e' scritto SYSTEM370bis, a destra "ingresso dati MUSIC360", a sinistra "uscita MUSICA" e davanti "REAL TIME SYNTHESIS MACHINE". (jd) stupore ascoltando le registrazioni del Forum internazionale di musica contemporanea: James qualche volta si impappina e deve ri-registrare. Riccardo m-m-m-m-mai!!! (asb) Cantiere di qualcosa a Montepulciano: "vieni a proporre il tuo pezzo per Marzio?" "si', molto volentieri" ?. "Presento ora un brano di James, che ha studiato qui in Italia con Petrassi, e prima, alla Princeton University, con il famoso Milton Rabbitt?(scalpiccio e risatine in sala) ? ma cos'ho detto??." (jd) che poi quei due criminali lo chiamavano veramente Milton Rabbitt (tra di loro, eh), forse perche' Babbitt nella sua vecchiaia somiglia effettivamente al Coniglio Bianco ? (asb) Concerto Edi-Pan, Bruno Nicolai e compagnia bella, al teatro Ghione; R. ed io condividiamo un programma. E' l'epoca di Donatoni? Donatoni qua, Donatoni la, tutti hanno studiato con Donatoni. Poi le nostre note di sala: Riccardo Bianchini, nato a Milano bla bla bla?, insegna composizione bla bla bla?. , NON ha studiato con Franco Donatoni bla bla bla?" (jd) Campidoglio, data storica, ma io non la ricordo. La popolazione multietnica sulla piazza e' colpita, ma non piu' di tanto, da questi due in costumi rinascimentali (molto belli, peraltro). Certo gli astenti restano sconcertati dal sapore Brassens del corte nuziale: a braccetto del figlio lei, a braccetto della figlia lui (ma che casino, qua si rovesciano tutte le regole!!!) e per di piu' la bimba inciampa sulla porta e piange un pochetto? Giusto come un po' di pioggia, ma "le nozze vanno avanti"? (asb). R. tira fuori la sua collezione piu' preziosa: la collana completa degli "Albi di Topolino" con la storia indimenticabile di "Paperino nel paese delle uova quadre ". Ora capisco perche' R. si e' innamorato del Sud America? (jd) io invece capisco che abbiamo un passato in comune: "tondeggiamento, sacrilegio" per tutti quelli che non sanno fare palloncini quadrati con la gomma americana. (asb) e' la serata del moto contrario. "sai che da piccolo un mio giovane vicino di casa mi chiamava Woshad, qualche volta." " e io son Odracchir." " ebbeh mia moglie si chiama Ibmob di cognome." "ehi Atterbma, si mangia?" "e Olbap dove si e' ficcato? " (quest'ultimo e' rimasto ochirots) (jd) era anche la sera in cui R. ci ha fatto conoscere Otto Waske (nuoto), Andrej Periboskij (montanaro) e Mika Teladogratis (greca) (jd e asb) "Ascoltate questo, l'ho appena finito". siamo nello studio di Riccardo in vista della campagna montopolese, ma la stanza si riempie di un suono di flauto sudamericano. pace e passione. (jd e asb) cena a Montopoli. Coniglio e pollo al forno, un classico di casa Bianchini. Noi quattro soli, molta pace, un numero imprecisato di gatti che vagano nel buio del giardino e Riccardo che mi spiega chi di loro e' Joda, se mai non si vedesse gia'. (asb) siamo alla RAI, Paolo Donati e' disperato perche' dBase non funziona. R. si mette davanti al terminale, tric trac truc, e' tutto a posto. Donati: "Questo e' come Mozart, un piccolo capolavoro improvvisato" (jd) piazzale della stazione, Fara Sabina? ah, ecco Riccardo, la'? ma non e' lui. Pensieri a quattro mani di James Dashow e AnnaSilvia Bombi Poggio San Lorenzo, estate 2003

James Dashow e AnnaSilvia Bombi


Caro Maestro ho sognato ad occhi aperti (come faccio spesso ) di fare la sua conoscenza... ma non sara' cosi'. Anche se non potro' mai essere un suo alunno spero non trovera' niente in contrario se imparero' dai suoi lavori. Mi e' rimasta la sua musica ed e' il piu' grande regalo che potessi avere da lei . la ringrazio per tutto quello che potro' imparare da oggi in poi .

leonardo rossi


ELISABETTA TRISTANO


CIAO RICCARDO, SONO GIA' DUE MESI CHE NON SEI PIU' TRA NOI E CI MANCHI TANTO. DA QUANDO NON CI SEI MI E' DIVENTATO PIU' DOLOROSO PRENDERE IL TRENO A FARA SABINA, CONTINUO A GUARDARE LA GENTE CHE ATTENDE SUL BINARIO NEL TENTATIVO DI VEDERTI E POTER FARE IL VIAGGIO INSIEME A TE. ROSARIA HA CHIUSO IL NEGOZIO, TU NON CI SEI E IO NON VADO PIU' A PRENDERE IL CAFFE' NEL SOLITO BAR COME FACEVAMO QUANDO CI INCONTRAVAMO ALL'ERBA SABINA. NON VEDO NEPPURE AMBRETTA, NON HO IL CORAGGIO DI CHIAMARLA. SONO RAMMARICATA PER IL NON VISSUTO. NEL MIO SALONE HO MESSO UNA FOTO CHE CI RIPRENDE MENTRE STIAMO FESTEGGIANDO IL 1? MAGGIO A CASA MIA, TU SUONI LA CHITARRA CON BRUNELLA, AMBRETTA DIBATTE DI POLITICA CON DUE GIOVANI AMICI, SANDRO PROVA A CANTARE, CHIARAMENTE STONATO, IO GUARDO E ASCOLTO. MI MANCHERA' TUTTO CON LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE STATA FORTUNATA PER AVERTI CONOSCIUTO. CIAO, POLENTONE. LA TUA TERRONA PREFERITA.

ELISABETTA TRISTANO


GRAZIE!

Fabrizio Gasbarri


Solo errer? attraverso valli ancora pi? verdi di quelle che splendono dalle finestre delle favole per bambini, colui che pensa che il mondo si rinnova. Grazie Riccardo Lidia Torbidoni

Lidia Torbidoni


Adesso che sono passati dei mesi adesso che i momenti sono belli o brutti ma senza di te. volevo chiederti perdono e dirti che mi manchi e che se potessi in questi giorni ti chiamerei per sentirmi dire da te il pirla che sono.

Tonepoems


Tutto si ? spento come una candela al vento? Forse non ? vero e la fiamma brucia, arde e scalda ancora pi? forte e ancora e ancora e ancora. La forza di quella fiamma ? un fuoco che mi da la vita, la passione e la voglia di esserci, continuare ad essere anche per te, con te. E' la fiamma che hai acceso come un pacchetto di minerva a mezzanotte...happy birthday, tanti auguri! Sar? sempre con me, quel momento, nella vita e nella vita delle vite. Tutto arder? forte, tutto quello che mi hai dato ed il bene che ti ho voluto e che, forse, mai ti ho detto abbastanza. Mi ? mancato il tuo happy birthday, Dio solo sa quanto ma, mio vero padre, la fiamma non ? mai spenta n? mai lo sar?!

Olbap


Ecco qui che tutto continua a camminare che le giornate in questa citt? tornano brevi e grigie ecco qui che cominci davvero a non esserci, in un pomeriggio senza la tua voce, morbida anche al telefono, da sempre, per me. Senza poterti abbracciare in cucina, appena arrivata, e sapere che quello spazio fra le tue braccia e sotto la tua barba ? nato insieme a me, ? la mia memoria e la mia casa. Ecco qui che mi sento sola e vorrei ancora scoprire che le lacrime sono salate, assaggiandole dal tuo dito. Ciao Pap?

C.


Quanta musica e che bella esperienza lavorare con te in questi dieci anni!.... Il Farfensemble, la Sicilia, quel brano per flauto che mi hai dedicato ...mi manchi ma ti penso con il sorriso sulle labbra, ciao amico mio.

Stefano Conti


Riccardo Bianchini: una persona come lui la incontri al massimo dieci volte nella tua vita.

Alfredo Brancucci


Veramente questa lettera che dice della la scomparsa di Riccardo mi ha colto malamente di sorpresa, non lo sapevo e mi ? dispiaciuto molto. E' spontaneo l'affiorare nella mente il ricordo del nostro forse unico incontro in quel di Tolentino due anni fa in occasione dell' uscita di un CD realizzato da SAXCHORUS diretto da Alberto Domizi con musiche di alcuni colleghi tra cui un bel lavoro di Riccardo. In quei due giorni che comprendevano anche una sessione di interventi sulla musica ( Bianchini, Manzoni, Nicolau, Samor? e a.) abbiamo "chiacchierato" con molto piacere, affettivit? e interesse veramente a trecentosessanta gradi come fossimo vecchi amici e compagni esperti ormai di navigazioni nel mare molto mosso della musica che abbiamo voluto chiamare contemporanea. La sua semplicit? con cui grandi e difficili concetti e pensieri sulla musica venivano espressi e dialettizzati lasciava una generosa apertura e spazio allo spontaneo dialogare. Avevo la netta sensazione che Riccardo conosceva e agiva benissimo l'arte di saper ascoltare e apprezzare se l'altro era altrettanto recettivo e attento. Camminando dopo il pranzo ( non so ma ci si trovava sempre vicini di posto, forse perch? eravamo fumatori, forse per la sincerit? ) andando verso il luogo dei lavori e lo sentivo ogni tanto canticchiare un aria dal Don Giovanni o di altra opera del nostro fratello maggiore, mi univo al canto leggero, allora la sua voce diventava ancora pi? timbrata come di provetto baritono che accenna sul fiato la bella musica. Un sorriso reciproco d'intesa, senza parole ci si intendeva benissimo, che la bella musica forse ? stata bella fin dall'inizio, ? nata bella e che tocca a noi continuare a farne nascere dell'altra. Nel sorriso era certa la speranza di una reale possibilit?. Mi dispiace davvero non avere l'occasione per altri incontri. L'ultima immagine era un allontanarsi insieme alla sua bella compagna, un incedere nobile e calmo, di un marinaio che sa godere della solidit? della terra su cui posa armonicamente i piedi. Roma, 19.6.2003

Dimitri Nicolau


Io ho amato Riccardo. E' stato un grande amore, forse il pi? grande della mia vita. Scopro ora con sorpresa che Riccardo non c'? pi?. Mi scopro a scrivere queste parole tra i singhiozzi. Che strano! E' rimasto nel mio cuore per tanti anni e lo ? ancora. A Riccardo devo molto, moltissimo: i pi? bei momenti della mia vita sono stati con lui. Ora lo posso ammettere: musica, amici, battute di spirito, ma soprattutto bonomia e grande curiosit? intellettuale. Ho visto Cecilia neonata: mi commuoveva come Riccardo sapeva accudirla e intrattenerla.

Isabella Barato


Hola Soy un ciudadano Italiano, me interesaria culminar mi carrera en Italia ( Ingenieria Mecanica) quisiera saber si tiene alguna informazion al respecto muchas grasias por su informasi?n

Michel Andrade



Lei si chiama uguale ame e tutti qui nomi gli conosco sons amici miei il grigio io geri note avevo scrito su di lui VE CIAO ADESSO DEVO ANDARE arivederci

RICCARDO LASCANO


Caro maestro ! La sua musica restera sempre nel mio cuore, come anche i consigli d`oro, con i quali ora studio la materia che una volta lei insegnava ai ragazzi pi? grandi di me. "Atmosphere" ? la composizione che ho dedicato al suo raffinato gusto e stile italiano, che ha sempre rappresentato. Con affetto !!! Adel Karanov

Adel Karanov



Se vuoi partecipare con un ricordo, un pensiero, anche con il solo nome e cognome, che possa testimoniare l'affetto (e/o la conoscenza) per Riccardo, introduci il tuo nome e cognome (o anche semplicemente "Anonimo") e il testo nelle text box sottostanti.

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